agosto 2025

1903 agosto 5


5 agosto 1903, sono passati esattamente 1600 anni da quando il racconto agiografico della vita di Sant’Emidio da Treviri ci narra di come il santo, insieme ad altri cristiani tra cui Polisia, la figlia del prefetto romano Polibio, furono decapitati perché non piegatisi alla volontà di abiurare la fede cristiana.

Il documento che presentiamo questo mese celebra il XVI° centenario del martirio di Sant’Emidio che avvenne il 5 agosto 303 e che ogni anno la città di Ascoli Piceno ricorda con i festeggiamenti per il santo ai quali si associa il Palio della Quintana. Questo mese non parliamo né di una pergamena né di una lettera o missiva con grandi personalità presenti ma di un manifesto! Si un documento anch’esso proveniente dal fondo archivistico del Comune di Ascoli Piceno e che attesta e documenta le celebrazioni tenute per la ricorrenza del XVI° centenario di cui troviamo un fascicolo nel carteggio amministrativo comunale nella categoria spettacoli dell’anno 1903. Una grande festa che vide coinvolti molti protagonisti e feste e giochi in pompa magna, basti pensare che il Comune di Ascoli Piceno fece una convenzione con le Ferrovie dello Stato per agevolare i turisti e tutti coloro che volevano recarsi in città per assistere alle celebrazioni e ai festeggiamenti applicando uno sconto sui titoli di viaggio.

Venne creato appositamente un Comitato delle feste popolari che si occupò di redigere un programma “suscettibile di variazione a misura dei contributi” e che “è disposto a tutto per solennizzare con degne onoranze il ritorno d’una data che nessuno di noi vedrà un’altra volta”. Queste le parole usate dal Comitato nell’annuncio in cui si invita la cittadinanza a partecipare ai festeggiamenti. Il linguaggio con cui il comitato si esprime è particolarmente sentito, i termini usati cercano di smuovere i sentimenti di appartenenza della comunità ascolana quasi come nei moti risorgimentali: “Ma appassionarsi, lavorare in mezzo all’apatia è martirio per l’animo nostro: noi vogliamo l’ansia di tutti, la cooperazione di tutti. In questo momento uno solo dev’essere l’ideale che esalti l’animo nostro: il culto della virtù e delle memorie patrie, il prestigio della nostra città”. Il programma, che iniziava il 1° agosto e terminava il 9, prevedeva i seguenti appuntamenti:

1° AGOSTO – Apertura delle feste con suono di tutte le campane – musiche cittadine per le vie della città – spari di bombe in città e sulla Vetta del monte Ascensione a mezza notte precisa.

2 AGOSTO – All’alba – sparo di bombe e mortari – musiche cittadine – funzioni religiose alle Chiese delle Grotte e di Sant’Emidio Rosso in Borgo Solestà.

                        Ore 11 – inaugurazione di una Fiera e Mostra nazionale di Vini, Olii, Liquori e prodotti alimentari nel Cortile e nei nuovi portici del Municipio. La Fiera-Mostra durerà dal giorno 2 al 9 Agosto e nei locali illuminati a luce elettrica, in date sere, si daranno concerti, si farà vendita a dettaglio dei prodotti esposti con lotterie e sorprese. A questa fiera potrà essere sostituito un Oratorio del Perosi o qualche grandioso concerto musicale.

                        Ore 6 – Estrazione di una tombola.

                        Ore 10 – Illuminazione e fuochi artificiali a Borgo Solestà.

DAL 3 al 9 AGOSTO – MUSICHE – Oltre le cittadine, verranno chiamate le migliori degli Abruzzi.

CORSE – Tradizionale corsa di Barberi nell’interno della città. Corse al trotto e al galoppo, nell’ippodromo, in giorni da stabilirsi con ingresso libero.

ASCENSIONI – Aeronauta a pallone libero o frenato, globi aerostatici a fantasia e di reclame.

                        CONVEGNI – di ciclisti con premi, di automobilisti con corsa di fiori, in giorni da fissarsi

                        FUOCHI D’ARTIFICIO – tre grandiosi fuochi a gara nelle sere del 4, 5, 6 Agosto: altri minori il 2, 3, 9.

                        LUMINARIE – a gas nel Corso Vittorio Emanuele, fantastiche ai giardini pubblici e al Trivio, varie per ricchezza e novità a tutte le finestre.

                        FIERE – Grandiosa fiera il giorno 6 con premi in moneta e in medaglie ai migliori capi di bestiame, seconda fiera il giorno 8 con premi ai capi non premiati nella prima.

                        PREMI – ai migliori gruppi di violinisti: alle migliori illuminazioni intorno alle porte dei negozi di vino, delle trattorie, dei caffè, in gironi da stabilirsi.

9 AGOSTO – Chiusura delle Feste

                        All’alba – saluti di grandi bombe, bande cittadine, tombola o corse all’ippodromo.

                        Grande serata alla Fiera-Mostra, liquidazione di merci, doni, concerti variati.

                        ORE 23 – Fiaccolata fantastica per le vie della città, con suono di bande, suono di campane fino a mezza notte.

                        ORE 24 precise – suona il campanone del Duomo, solo, per 5 minuti: segno che le feste son chiuse.

                        N.B. È assicurato il pellegrinaggio con grandi ribassi, ed è già pronto il manifesto (nei giorni 1, 2, 3, 4, 5, 6). È assicurato pure il Congresso di tutti i Vescovi delle Marche.

Questo il programma firmato dalla Presidenza del Comitato a nome di Saladini conte Corrado (Presidente Onorario), Meletti Silvio (Presidente effettivo), Giorgi cav. Francesco e Saladini conte Giuseppe (Vice presidenti), Tassi Guido e Palermi Achille (Cassieri), Nardoni Guido e Talvacchia Giulio (Segretari).

Come si può notare un programma molto esteso se pensiamo che siamo nel 1903 ma che riflette l’importanza e l’interesse per l’evento epocale. Il manifesto con cui si proponeva questo programma era abbellito da una bellissima figura femminile in stile art nouveaux, tipico dell’epoca, in alto a sinistra con la tromba e la corona d’alloro a rappresentare l’annuncio della celebrazione. La donna è sovrastata dall’insegna comunale affiancata da due girasoli tipica espressione floreale estiva. Sullo sfondo sono rappresentati i fuochi d’artificio componente sempre presente nei festeggiamenti del Santo e che ancora oggi richiamano migliaia di spettatori la sera del 5 agosto. La ditta incaricata allora degli spari era Alessi di Appignano che storicamente nel Piceno ha una tradizione secolare nella creazione di giochi pirotecnici. In basso sulla sinistra quattro vignette descrivono quelli che sono i momenti più significativi dei festeggiamenti il cui programma, sopra descritto minuziosamente,  dall’alto verso il basso: la corsa di cavalli, qui rappresentata come una corsa di trotto all’interno di un ippodromo; la sfilata di ciclisti e automobili in collaborazione con il Touring club per le vie della città, e qui rappresentato il corso Vittorio Emanuele con lo sfondo le sagome dei Monti Gemelli; le feste e i balli accompagnati dalle bande musicali della città; le luminarie che addobbavano a festa la città. Il manifesto ha grandi dimensioni (cm 83,5 x 216) ed è stato stampato dallo stabilimento Borrani di Firenze è stato incollato su tela il che gli conferisce una maggiore resistenza.