L’Archivio di Stato di Ascoli Piceno presenta l’iniziativa “DALLE CARTE ALLA CITTÀ. PERCORSI DI STORIA CIVILE, SOCIALE E CULTURALE”.

Il progetto nasce dall’esperienza del Documento del Mese 2025, che ha evidenziato come il patrimonio archivistico possa divenire strumento vivo di partecipazione culturale e di riscoperta identitaria. Il positivo riscontro ottenuto ha incoraggiato l’Istituto a strutturare un ciclo organico di incontri, realizzato in collaborazione con il Comune di Ascoli Piceno e con Ascoli Musei. L’iniziativa propone un percorso narrativo che mette in relazione le fonti d’archivio con i luoghi simbolo della città e con i temi che ne hanno segnato l’evoluzione civile, sociale ed economica. Atti notarili, mappe, catasti, documentazione ecclesiastica e fonti amministrative diventano strumenti di lettura delle trasformazioni del territorio e della costruzione dell’identità ascolana.

Il ciclo, articolato secondo una programmazione scientificamente calibrata e sostenibile, prevede i seguenti incontri:

  • 20 marzo 2026 – ore 18:00, Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno – L’arancio biondo del Piceno e i giardini di agrumi delle ville nobiliari delle Marche
  • 29 aprile 2026 – ore 17:00, Forte Malatesta – L’oro verde di Ascoli: storia e sapori dell’oliva ascolana
  • 28 maggio 2026 – ore 17:30, Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno – La libertas ecclesiastica nei documenti d’archivio e nell’arte
  • 21 giugno 2026 – ore 21:00, foyer del Teatro Ventidio Basso (in occasione della Festa della Musica) – L’Iris di Mascagni tra le carte d’archivio
  • 11 settembre 2026 – ore 17:30, foyer del Teatro Ventidio Basso – Il teatro, la musica e lo spettacolo nella vita culturale ascolana
  • 14 novembre 2026 – ore 17:30, Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno – Santa Veneranda: tra tradizione popolare, documenti d’archivio e rappresentazioni artistiche

“Dalle carte alla città” si configura come un progetto condiviso di valorizzazione integrata, volto a rafforzare la sinergia tra istituzioni culturali cittadine e a promuovere una maggiore consapevolezza del valore delle fonti archivistiche quale patrimonio pubblico e strumento di cittadinanza attiva.