Buongiorno a tutti i nostri meravigliosi utenti (virtuali). Oggi vogliamo presentarvi un documento particolare. Si tratta di una lettera, della seconda metà del secolo XVI, rivolta agli Anziani del Comune di Ascoli da una rappresentanza di donne ascolane (“nui donne vostre figliole et serve”) che, con tono vivace e polemico e con l’efficacia espressiva della lingua parlata, esprimevano il loro risentimento per le limitazioni poste sia all’abbigliamento che negli usi quotidiani dalle norme suntuarie emanate a metà ‘500. Fra le argomentazioni, che comprendono descrizioni minuziose degli abiti usuali all’epoca, il riferimento ai tempi passati in cui le donne andavano molto “scollate”, davanti e dietro, mentre oggi “avemo redutto la portatura nostra multo honorevole, con li nostri iupponi che ne coprino non solo el petto e la spalla, ma tucta la gola che non se vede in nui solo la faccia schietta”; all’altra accusa di indossare “camorre” troppo corte mostrando in tal modo “loso pazello” (il malleolo) ribattevano adducendo l’esigenza di “andare più spedite siampate con megliore gratia et comodita granna ne lo andare, che se altramente andassamo andarimo impastoiate ciampate interrate et lercie”. Da sottolineare, infine, il far presente la discriminazione nei confronti degli uomini, che erano ugualmente se non maggiormente responsabili di eccessi ma non soggetti a limitazioni: “Sopra di questo passo che si derrà de lhomini nel loro vestire non solo nel corto merita corretione ma etiam nel lonco. Nel vostro vestire corto per mostrare un pare de calze vacherate usa fare casache et cepette tante corte che mostrano tucte le chiappe natiche integre de riete et non solo de riete ma ancora de nante venete a mostrare certe brachette toste lonche suttile et dirizate in su che a considerarle cosa multa disonestixima et da essere corretta grandemente che in vero non potemo più comportare de vederla” (Archivio di Stato di Ascoli Piceno, Archivio storico del Comune di Ascoli, Archivio segreto anzianale, b. 5, fasc. 11bis, n. 9). Esempio interessante di “femminismo ante litteram”.

Restate connessi. #laculturanonsiferma #iorestoacasa #archiviaperti

 

               

LA CULTURA NON SI FERMA #iorestoacasa